Di didattica inclusiva si parla molto, e giustamente. Di quello che succede fra novembre e giugno davanti a un modulo aperto sullo schermo non parla quasi nessuno, eppure è lì che il docente di sostegno e il coordinatore perdono le serate: la stesura del profilo, gli obiettivi da riformulare, le misure da spuntare, il verbale da mettere in ordine, la relazione finale scritta di corsa quando gli scrutini sono già cominciati.
Questo manuale non parla di come si insegna a un alunno con disabilità o con un disturbo specifico di apprendimento. Parla dei documenti che lo riguardano: come si scrivono in modo che siano leggibili, verificabili e difendibili, e come si scrivono in molto meno tempo. Sono due mestieri diversi, e il secondo non lo insegna nessuno.
L'intelligenza artificiale generativa entra qui in un ruolo preciso e limitato: rende leggibile e verificabile un obiettivo che hai già pensato tu, riordina appunti che hai già raccolto tu, ti fa notare le contraddizioni interne di un testo lungo. Non decide, non valuta, non conosce l'alunno. E non lo conoscerà mai, perché il metodo di questo libro è costruito perché quell'alunno non ci entri.
Il secondo capitolo è il cuore dell'opera e va letto prima di tutti gli altri: contiene la regola che governa ogni pagina successiva, cioè come si parla di un alunno a una macchina senza mai nominarlo. È un metodo laborioso — etichetta neutra al posto del nome, taglio di tutto ciò che restringe il campo, reinserimento a mano nel documento finale — e senza quello nessuna delle tecniche che seguono è utilizzabile.
Poi si entra nei documenti, uno per uno, nell'ordine in cui li incontri durante l'anno: le osservazioni e il profilo, il PEI con i suoi obiettivi verificabili, il PDP con le misure che qualcuno deve applicare davvero, la verifica intermedia e la relazione finale. Ogni capitolo lavora su frasi vere, riscritte davanti a te: la versione che si legge di solito e quella che regge.
Gli ultimi due capitoli riguardano ciò che sta intorno al documento: i verbali, le comunicazioni alla famiglia e i colloqui difficili, e infine l'archivio — riusare il proprio lavoro senza copiare, e consegnare l'alunno al collega dell'anno dopo in una pagina che gli serva davvero. Ogni capitolo ha uno strumento pronto da usare e un quiz. L'opera include l'audio sincronizzato dell'intero testo.